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Derattizzazione: aspetti ecologici del controllo di topi e ratti

Derattizzazione: aspetti ecologici del controllo di topi e ratti 2 Nov

La derattizzazione eseguita con prodotti chimici deve essere eseguita nel pieno rispetto ambientale.

Per tale motivo i biocidi utilizzati sono composti valutati e autorizzati in merito al rischio sanitario e ambientale.

L’impatto ecologico e il pericolo per l’uomo e gli altri animali non-target deve essere nullo.

Derattizzazione-impatto ambientale

I biocidi comprendono un’ampia gamma di prodotti utilizzati per la conservazione di beni e materiali ma anche per scopi di sanità pubblica e privata.

Una volta chiamati presidi medico-chirurgici, comprendono disinfettanti, repellenti, insetticidi, acaricidi.

Sono inclusi anche i prodotti utilizzati per il controllo di roditori quali topicidi e ratticidi ad uso domestico e civile.

Benché l’uso dei biocidi sia finalizzato a garantire il benessere dell’uomo, le sostanze chimiche in essi contenute possono presentare effetti dannosi per l’ambiente e la salute umana.

In particolare, le sostanze attive contenute nei biocidi potrebbero danneggiare altri organismi presenti nell’ambiente.

Questo potrebbe comportare fenomeni di accumulo nei comparti ambientali esposti (acque superficiali, acque sotterranee, suolo, aria).

Per questo motivo ogni biocida prima di essere autorizzato all’immissione in commercio deve essere sottoposto ad un’approfondita valutazione del rischio riguardante sia gli aspetti sanitari che gli aspetti ambientali.

Approfondimento: LA PIANIFICAZIONE DI UN INTERVENTO DI DERATTIZZAZIONE

Derattizzazione- valutazione del rischio ambientale

Derattizzazione: valutazione del rischio ambientale

La valutazione del rischio ambientale comprende l’esame delle modalità di distribuzione delle sostanze in essi contenute nei diversi comparti (acqua, suolo, aria e biomassa).

Inoltre si valuterà gli effetti nocivi che possono determinare sulle popolazioni animali e vegetali “non-bersaglio” (pesci, alghe, uccelli, organismi del suolo, insetti, ecc.).

In questo modo è possibile quantificare i livelli di rischio presentati da ciascun prodotto nelle condizioni di impiego previste e di porli a confronto con i livelli di rischio considerati “accettabili”, secondo quanto indicato nelle norme comunitarie e nazionali.

La valutazione del rischio ambientale tiene conto delle proprietà fisico-chimiche del prodotto, delle sue proprietà ecotossicologiche, delle quantità e modalità di impiego, della persistenza delle sostanze attive e della relativa capacità di diffusione nell’ambiente.

Quanto sopra descritto viene rigorosamente riportato nelle schede di sicurezza del prodotto e deve essere applicato nei processi di derattizzazione.

Il fatto che ratti e topi siano onnivori (o meglio detritivori) facilita il compito del tecnico disinfestatore nella scelta dell’esca appropriata da utilizzare.

Pur tuttavia la scelta del principio attivo più indicato nasce da una serie di osservazioni sul campo che implica la conoscenza della specie, l’entità numerica, le abitudini della colonia da combattere ma soprattutto l’ambiente in cui staziona e si muove la colonia.

Lo stesso dicasi per la scelta dei supporti inerti, degli adescanti o degli appetenti che devono essere attivi solo verso gli organismi bersaglio.

Un intervento di derattizzazione deve tenere conto dell’impatto ecologico del servizio e deve comprendere tutte quelle tecniche e metodiche che annullano il pericolo per l’uomo, gli altri animali e l’ambiente in generale.

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Derattizzazione

One thought on “Derattizzazione: aspetti ecologici del controllo di topi e ratti”

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